Spettacoli

La gran macchina farnesiana, destinata a suscitare meraviglia ed ammirazione, venne costruita a tempo di record utilizzando materiali poveri, di poca spesa e di facile reperimento: legno dipinto, stucco e paglia, che dovevano imitare materiali più nobili come il marmo bianco e rosso e l’oro e fu ultimata nel 1619. Ma lo spettacolo progettato per l’evento, “In difesa della bellezza”, che prevedeva una naumachia, una battaglia navale con l’allagamento della platea, non fu mai realizzato perché il viaggio di Cosimo non si fece più e si dovette attendere il 1628 per l’inaugurazione del teatro in occasione del matrimonio tra il giovane duca Odoardo Farnese e Margherita de’Medici.

Lo spettacolo inaugurale, un dramma allegorico-mitologico che era intitolato “Mercurio e Marte”, con testo di Claudio Achillini e musica di Claudio Monteverdi, il più celebre compositore del suo tempo, era arricchito da un torneo cavalleresco e prevedeva anch’esso una naumachia con mostri marini e battaglie navali e allo scopo si utilizzò il grande e straordinario apparato scenotecnico preparato dall’Argenta 10 anni prima, allagando la platea debitamente impermeabilizzata con le acque dell’acquedotto farnesiano convogliate in serbatoi sotto il palcoscenico e fatte defluire in platea grazie all’ingegnoso sistema idraulico ideato dall’Aleotti.

Una grande festa teatrale, dunque, che celebrava la tradizione dei tornei e delle cavallerie all’aperto, trasferendone le strutture provvisorie all’interno di un sontuoso edificio teatrale e che prevedeva anche l’esecuzione di intermezzi in musica appositamente composti per l’occasione. Per la rappresentazione del torneo musicale Francesco Guitti, che partecipò alla messa in scena, apportò infatti un’innovazione importante: l’orchestra con i musicisti davanti al proscenio nella posizione che diventerà comune nel teatro all’italiana. Era uno spazio semi ovale delimitato da un parapetto che non aveva solo la funzione di nascondere i musicisti, ma di proteggerli, insieme agli strumenti, dalla naumachia che concluse il torneo musicale. Gli apparati allestiti per l’evento inaugurale, le macchine sceniche e le straordinarie invenzioni messe in scena per il torneo, gli intermezzi e la naumachia finale segnano il debutto del gran teatro barocco e l’esordio della stagione delle feste e dei grandi spettacoli delle monarchie europee.

A Parma, invece, vista la complessità degli allestimenti scenici e i loro altissimi costi, pochi furono le rappresentazioni che animarono la gran sala del teatro farnesiano, utilizzato soltanto nove volte in occasioni di nozze ducali o per ricevere illustri ospiti.

Nel 1652 Le vicende del tempo del genovese Bernardo Morando in occasione della visita degli arciduchi di Toscana, nel 1660, 1664, 1668 tre spettacoli privi di grande rilievo artistico festeggiano i successivi e poco fortunati matrimoni tra Ranuccio II e Margherita Violante di Savoia, Isabella e Maria d’Este.

Nel 1690 per festeggiare ancora un matrimonio, quello tra l’erede al trono Odoardo e Dorotea Sofia di Neoburgo viene messo in scena Il favore degli dei con testo di Aurelio Aureli, musica di Bernardo Sabatini  e scenografie dei Bibiena, mentre nel 1714 per celerare le nozze pe procura tra Elisabetta  farnese e Filippo V di Spagna si organizza una grande festa-torneo.

Nel 1728, ancora in occasione di un matrimonio ducale, quello fra Antonio, ultimo erede della dinastia, ed Enrichetta d’Este si mette in scena il carosello musical-cavalleresco Le nozze di Nettuno l’Equestre con Anfitrite, con testo di Carlo Innocenzo Frugoni. È, infine, con La venuta d’Ascanio in Italia che festeggia nel 1732 l’ingresso in città di Carlo di Borbone, che si chiude definitivamente il ciclo teatrale del Farnese consegnandolo ad una lenta ma inarrestabile decadenza.

Elenco degli spettacoli  dal 1528 al 1732

  • 1628 | Inaugurazione del teatro con il torneo e lo spettacolo “Mercurio e Marte” di Claudio Achillini, con musiche di Claudio Monteverdi, in occasione del matrimonio del duca Ottavio Farnese con Margherita de’ Medici.
  • 1652 | Rappresentazione del dramma fantastico “Le vicende del Tempo” di Bernardo Morando, con musiche di Francesco Manelli, in occasione della visita degli arciduchi Carlo, Sigismondo, Francesco ed Anna di Toscana.
  • 1660 | Rappresentazione del dramma in tre atti “La Filo”, ovvero “Giunone rappacificata con Ercole” di Francesco Berni, con scene di Carlo Pasetti e musiche di Francesco Manelli, in occasione delle nozze di Ranuccio II Farnese con Margherita Violante di Savoia.
  • 1664 | Spettacolo musicato dal maestro Oliva per le seconde nozze del duca Ranuccio II con Isabella d’Este.
  • 1668 | Rappresentazione del dramma “La Parma” scritto da Alessandro Guitti, in occasione delle terze nozze del duca Ranuccio II con la sorella della seconda moglie, Maria d’Este.
  • 1690 | Grandioso spettacolo, dal titolo “Il favore degli dei”, con testo di Aurelio Aureli e musiche di Bernardo Sabadini, in occasione delle nozze di Odoardo Farnese con Dorotea Sofia di Neoburgo.
  • 1714 | Concerto per le nozze di Elisabetta Farnese con Filippo V di Spagna.
  • 1728 | Carosello equestre, dal titolo “Le nozze di Nettuno con Anfitrite”, su libretto di Carlo Innocenzo Frugoni, musiche di Leonardo Vinci e scene di Sebastiano Galeotti, in occasione delle nozze di Antonio Farnese con Enrichetta d’Este.
  • 1732 | Rappresentazione del dramma “Venuta di Ascanio in Italia” su libretto di Carlo Innocenzo Frugoni, con scene di Pietro Righini, in occasione della venuta a Parma di Don Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e infante di Spagna.