Sezione musicale

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I fondi musicali costitutivi della Biblioteca sono: Archivio della Regia Scuola di musica, Archivio musicale di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, Archivio musicale dei duchi di Borbone, Fondo Ψ, Archivio musicale del conte Sanvitale.

A questo primo nucleo si sono aggiunti, in seguito ad acquisti e donazioni, numerosi altri fondi contenenti opere sia manoscritte, sia a stampa.

I fondi sono visitabili esclusivamente su appuntamento.

Archivio della Regia Scuola di Musica

L’Archivio musicale, che è uno dei fondi istitutivi della Sezione Musicale,  riflette l’attività della Scuola di musica dalla sua fondazione, avvenuta nel 1825 ad opera della duchessa Maria Luigia d’Austria, fino al 1888, anno in cui fu trasformata in Regio Conservatorio di musica.

L’istituto, il quarto in Italia in ordine cronologico, fu per tutto il secolo XIX una feconda fucina di musicisti che si distinsero in Italia e all’estero, diffondendo nel mondo la fama di Parma, quale città musicale. Di questi musicisti – allievi, direttori e insegnanti – l’archivio conserva diverse composizioni, per lo più manoscritte, che erano di sussidio alla scuola. Numerosi sono gli autografi e le edizioni di valenti insegnanti che hanno dato lustro all’Istituto – celebre la Scuola di fiati che ebbe come insegnanti Gaetano e Luigi Beccali, Ricordano De Stefani, Giacomo Mori, Raniero Cacciamani -, dei direttori Ferdinando Simonis, Giuseppe Alinovi, Giovanni Rossi e Giusto Dacci e di allievi che raggiunsero grande fama, come Arturo Toscanini, del quale si conservano gli autografi delle prime composizioni presentate nei saggi scolastici.

L’archivio era incrementato anche dagli acquisti della Scuola e dai doni dei privati, come l’autografo del Corradino di Francesco Morlacchi donato dal conte Rossi Scotti di Perugia.
Complessivamente il Fondo, fra stampati e manoscritti, comprende circa 4700 opere. Assieme alla musica sono pervenuti presso la Sezione Musicale anche i libri di letteratura musicale e l’archivio dell’Orchestra Ducale di Parma. Quest’ultimo comprende protocolli, copialettere, documenti e corrispondenza della Sovrintendenza dell’Orchestra dal 1816 al 1874. L’istituzione, legata alla Scuola poiché gli allievi e i docenti erano anche strumentisti del complesso orchestrale,  visse la sua migliore stagione nel periodo ducale di Maria Luigia, che le diede un solido assetto giuridico. Nel Fondo della Regia Scuola di musica  si conservano pertanto anche le preziose testimonianze della storia e dell’evoluzione dell’Orchestra ducale. Tra questi, i documenti legati alla presenza a Parma di Niccolò Paganini che, dalla duchessa nel 1835 fu incaricato di riorganizzare  la compagine strumentale.

Archivio musicale di Maria Luigia Asburgo-Lorena

Il Fondo è una preziosa testimonianza della passione e della pratica musicale di Maria Luigia d’Asburgo Lorena, imperatrice dei Francesi dal 1810 al 1814 e duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1816 al 1847, documentando tutto il percorso culturale dagli anni della sua formazione a Parigi, dove ebbe per maestro Ferdinando Paër, a tutto il periodo parmense. L’archivio fu ereditato dall’arciduca Leopoldo d’Asburgo Lorena, figlio di Ranieri viceré del Regno Lombardo Veneto e nel 1850 donato alla Biblioteca Parmense grazie all’interessamento del bibliotecario Angelo Pezzana.

Le musiche, contenute in oltre 600 volumi spendidamente rilegati in marocchino rosso e verde con impressioni in oro e in circa 135 cartelle divise per genere musicale, testimoniano da un lato la più avanzata cultura musicale allora in voga a Parigi e a Vienna, dall’altro la vita musicale del ducato parmense e l’intensa attività che si svolgeva a corte.
Nell’archivio sono rappresentati diversi generi musicali: dalla musica da camera e sinfonica che veniva eseguita nel corso delle accademie e dei balli di corte, alla musica sacra legata alle  funzioni religiose nella cappella di S. Ludovico, a quella teatrale che riflette la passione per l’opera di Maria Luigia.

Nella raccolta si conserva anche un volume manoscritto, Indice delle Accademie di corte dal 30 novembre 1821 al 12 gennaio 1827, che contiene i programmi, compresi i nomi degli interpreti, dei concerti di corte nel corso dei quali si esibiva la stessa duchessa, ottima dilettante di clavicembalo, assieme ad altri nobili, ai professionisti dell’Orchestra Ducale o ad alcuni virtuosi di passaggio in città.

Raffaella Nardella, L’archivio musicale di Maria Luigia, in Pel servigio di Sua Maestà. Tradizione europea e pratica musicale alla corte di Maria Luigia, a cura di M. Capra, Parma, Fondazione Monte di Parma, 2000.
Paola Cirani, Maria Luigia e la musica, Mantova, Postumia, 1999.

Archivio musicale dei Duchi di Borbone

Preziosa fonte di interesse sia storico che bibliografico-musicale, l’archivio, che faceva parte della biblioteca privata dei duchi di Borbone, documenta l’attività della corte e gli interessi musicali dei sovrani dei due rami della dinastia, Borbone-Parma e Borbone-Lucca.

Fu acquisito dalla Biblioteca pubblica Parmense (poi Biblioteca Palatina) nel 1865, a seguito dell’annessione del ducato parmense al regno di Sardegna e quindi, nel 1889, trasferito nella Sezione Musicale della Palatina istituita in quell’anno nel palazzo del Conservatorio di musica “A. Boito”.
L’archivio è costituito in prevalenza da manoscritti – con in primis un autografo di Luigi Boccherini –  e da musica a stampa e offre un ampio panorama dell’editoria musicale della seconda metà del XVIII e del XIX secolo.

Le fonti documentarie conservate nell’archivio testimoniano i diversi generi musicali coltivati nell’arco di un secolo dai diversi regnanti della dinastia borbonica che furono prima duchi di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1749 al 1801, poi re d’Etruria dal 1801 al 1807 e duchi di Lucca dal 1817 al 1847 e, infine, di nuovo duchi di Parma e Piacenza dal 1847 al 1859.
Le partiture appartenute alla duchessa Maria Luisa di Borbone-Lucca, che nutrì una profonda passione per la musica e fu anche compositrice dilettante, sono riconoscibili dal monogramma MLB impresso in oro sul dorso o sui piatti di molte legature.

Il cospicuo corpus musicale comprende circa 5.000 opere, fra cui sono da segnalare numerose partiture di opere teatrali, che costituiscono le principali fonti manoscritte per lo studio di alcuni autori fra i più significativi del XVIII e del XIX secolo (Paisiello, Cimarosa, Rossini, Paër) e diverse edizioni rare e di pregio.

Fondo Ψ

Il fondo è costituito da libri di musica e di letteratura musicale tratti dai fondi non musicali della Biblioteca Palatina e confluiti nella Sezione Musicale dopo la sua istituzione. Comprende un’interessante sezione di trattati di musica dei secoli XVI e XVII, fra cui la rarissima prima edizione del Fronimo del Galilei e il prezioso Libro de vihuela di Luis Milan e la sezione di libri liturgici che raccoglie, fra gli altri, diversi messali del Cinquecento. Nonostante le indicazioni del decreto istitutivo della Sezione Musicale, nei fondi della sede centrale della Biblioteca Palatina  sono ancora conservati manoscritti e incunaboli con notazione musicale.

Il nucleo originario della Sezione Musicale si è arricchito in seguito con altre opere di raro pregio bibliografico acquistate o ricevute in dono: fra queste 15 volumi manoscritti di origine spagnola che contengono 463 sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti, una delle principali fonti dell’edizione critica e 31 volumetti di madrigali e canzonette dei secoli XVI e XVII, alcuni dei quali contengono edizioni uniche.

Negli anni più recenti si sono aggiunte pregevoli acquisizioni, come l’autografo di una sonata per mandolino e chitarra di Niccolò Paganini (acquistato dal violinista Romeo Franzoni), la partitura autografa del Nerone di Arrigo Boito, unica fonte completa e originale dell’opera, e una sinfonia di Giuseppe Verdi per orchestra, anch’essa autografa e risalente agli anni giovanili.

Archivio musicale del Conte Sanvitale

L’Archivio musicale Sanvitale è costituito da una cospicua raccolta di musica a stampa e manoscritta, una preziosa collezione di libretti d’opera, periodici e libri di interesse musicale.
Pervenuto in dono a più riprese fra il 1878 e i primi anni del XX secolo,  esso è frutto della varietà degli interessi musicali e della particolare competenza del conte Stefano Sanvitale (1838-1914) che gli consentirono, con opportuni e continui acquisti, di arricchire costantemente l’archivio.

Particolarmente interessanti si presentano la sezioni di musica vocale profana e sacra che comprendono circa 900 manoscritti dei secoli XVIII e XIX provenienti dall’archivio di musica della famiglia Quilici di Lucca acquisito dal conte Sanvitale nel 1891.

La forma musicale prevalente nella sezione di musica vocale profana è la cantata da camera sia secentesca, rappresentata da Alessandro Scarlatti, che settecentesca, della quale Johann Adolf Hasse, Leonardo Leo, Benedetto Marcello, Nicola Antonio Porpora e Domenico Scarlatti costituiscono i rappresentanti più significativi.

La musica sacra dell’Archivio Sanvitale documenta l’intensa attività in ambito religioso nei secoli XVIII-XIX di Lucca, che, specie nel ‘700 fu una delle città più musicali d’Italia e, per l’alto numero dei compositori e la grande funzione sociale attribuita alla musica, assurse ad importanza internazionale. Essa comprende la musica, quasi tutta manoscritta, composta per il servizio religioso dai maestri lucchesi avvicendatisi nella direzione delle istituzioni musicali attive in Lucca. Tra questi si ricordano i membri della famiglia Quilici – Domenico (1757-1831), Biagio (1774-1861) e Massimiliano (1799-1889), prolifici compositori di musica sacra – e della dinastia Puccini – Giacomo I (1712-1781) e Antonio (1747-1832) .

Significative anche la sezione di musica strumentale, legata all’attività del conte che fu tra i fondatori della Società del Quartetto Parmense e organizzatore di serate musicali nel suo palazzo, e la ricca collezione di libretti d’opera, circa 7.000 unità, che datano dai primordi dell’opera fino agli inizi del XX secolo.

In questa raccolta figurano i libretti relativi alle prime rappresentazioni parmigiane, fonti preziose per la storia del teatro musicale, cui attinse nel corso delle sue ricerche Paolo Emilio Ferrari che redasse la cronologia teatrale Spettacoli drammatico-musicali e coreografici in Parma dall’anno 1628 all’anno 1883 (Parma, Battei, 1884), dedicata al conte Sanvitale che suggerì e sovvenzionò l’opera.

Raffaella Nardella, Il Fondo musicale Sanvitale nella Biblioteca Palatina-sezione musicale, tesi di laurea, Università deli Studi di Parma, a.a. 1994-95.
Raffaella Nardella, La famiglia Sanvitale e la musica, in “Al pont ‘d mezz de La Famija Pramzana-pro Parma”, 1997.

Fondo manoscritti

Il Fondo conserva prevalentemente i manoscritti provenienti dal Conservatorio di musica dal 1888, anno della sua istituzione dopo la trasformazione della Regia Scuola di musica, ai primi decenni del ‘900. Comprende circa 1400 manoscritti di opere dei primi direttori dell’Istituto, quali Giuseppe Gallignani (1891-1897), Amilcare Zanella (1903-1905), Guido Alberto Fano (1905- 1911), Guglielmo Zuelli (1911-1929) e di alcuni insegnanti, fra cui Giulio Cesare Ferrarini, Giovanni Bolzoni e Romeo Franzoni. Di quest’ultimo sono da segnalare le revisioni e le trascrizioni di alcune opere di Paganini, anche inedite, che il violinista parmigiano era riuscito ad acquisire.

Fra i manoscritti degli allievi del Conservatorio spiccano alcune composizioni presentate ai saggi scolastici di fine anno da Ildebrando Pizzetti, che si diplomò in composizione proprio a Parma nel 1901. Non mancano manoscritti, di incerta provenienza, della fine del XVIII e degli inizi del XIX secolo, di opere teatrali degli autori più rappresentativi dell’epoca, quali Cimarosa, Paisiello, Pergolesi, Mayr e Paër.

Fondi rari

Il Fondo comprende musica a stampa, in particolare relativa alla seconda metà del XIX secolo e ai primi anni del XX, rappresentativa soprattutto del genere teatrale. Complessivamente le opere raggiungono la cifra di circa 2800 unità. Sono confluiti in questa raccolta i doni di alcuni degli insegnanti del Conservatorio, quali Giusto Dacci, che fu anche direttore dell’Istituto dal 1875 al 1889 e autore di molte opere didattiche, Cleofonte Campanini, il famoso direttore d’orchestra e grande mecenate per Parma, il violinista Romeo Franzoni, celebre soprattutto per la revisione delle opere inedite di Paganini effettuate su incarico del figlio, i fratelli Nicola e Domenico De Giovanni, Emilio Usiglio, Italo Azzoni, Giulio Cesare Ferrarini, Giovanni Bolzoni, Rosalinda Sacconi e tanti altri. Pertanto il Fondo, oltre a offrire un panorama della stampa musicale italiana dell’Ottocento, documenta anche la produzione locale, conservando le opere dei musicisti che hanno operato sia nell’ambito didattico che concertistico.

Fondi privati

In seguito ad acquisti e donazioni, numerosi altri fondi hanno arricchito il patrimonio storico della biblioteca:

il Fondo Alinovi, donato dagli eredi nel 1891, comprende circa un centinaio di manoscritti;

il Fondo Barilli, donato da Aristide Barilli nel 1993, conserva gli autografi di Bruno Barilli;

il Fondo Bottesini, donato dagli eredi, conserva musica manoscritta e, in misura minore, a stampa, e comprende circa 150 titoli, fra cui oltre 80 autografi di Giovanni Bottesini;

il Fondo della Commissione Amministrativa del R. Teatro, di proprietà del Comune di Parma, raccoglie circa 200 titoli, quasi tutti parti manoscritte della metà dell’Ottocento di trascrizioni strumentali;

il Fondo Corradi-Cervi, donato nel 1968 da Maurizio Corradi Cervi, è costituito da 26 manoscritti quasi tutti miscellanei della prima metà del XIX secolo;

il Fondo Pizzetti, secondo il lascito testamentario del compositore, comprende tutto il materiale bibliografico e documentario che si trovava nel suo studio romano;

il Fondo Sampieri, acquistato dal Ministero dei Beni Culturali, comprende opere a stampa e manoscritte del XVIII e XIX secolo;

il Fondo Tebaldini, donato nel 1928 da Giovanni Tebaldini, è costituito sia da volumi di argomento musicale che da musica, prevalentemente manoscritta;

il Fondo Torrigiani, donato nel 1893 da Luigi Torrigiani, comprende circa 90 titoli di musica teatrale e strumentale del sec. XIX.

il Fondo Corradi, donato nel 2015 dalla famiglia dello scomparso tenore Gian Paolo (1930-2015), è costituito da edizioni utilizzate dall’artista nel corso della sua carriera. Tra i pezzi più significativi, figurano alcuni libretti e spartiti d’opera ottocenteschi. (Serie A-Spartiti d’opera; Serie B-Libretti; Serie C-Spartiti vari; Serie D-Teoria e Solfeggio; Serie E-Spartiti per pianoforte o organo; Serie F-Rassegna Stampa, Programmi di concerti; Serie G-Polifonia vocale; Serie H-Fotografie).

Bibliografia: Paola Cirani, La luminosa carriera di Gian Paolo Corradi nel Pantheon lirico di Postumia, in “Postumia”, 26/1-2-3 (2015), pp. 347-352.

il Fondo Ferrari-Trecate, donato alla Sezione Musicale della Biblioteca Palatina, raccoglie la corposa documentazione relativa all’attività artistica del musicista alessandrino (1884-1964) che ricoprì la carica di Direttore del Conservatorio di Parma dal 1929 al 1955. (Serie A-Composizioni;Serie B-Epistolario; Serie C-Documenti; Serie D- Fotografie; Serie E-Locandine e manifesti; Serie F-Periodici a stampa; Serie G-Parti delle opere; Serie H-Copie litografiche; Serie I-Copie manoscritte composizioni varie; Serie L-Appunti armonia; Serie M-Varie; Serie N-Rassegna Stampa.

il Fondo Acerbi, donato nel 2011 alla Sezione Musicale della Biblioteca Palatina dal signor Emilio Acerbi di Traversetolo, comprende una serie di libretti per musica compresi tra il 1813 e il 1937, oltre ad alcuni volumi di letteratura musicale e teatrale.

Archivi e carteggi

La biblioteca conserva anche materiale d’archivio tra cui:

Epistolario Arrigo Boito: acquistato dal Ministero dei Beni Culturali da Luigi Albertini, raccoglie, assieme ad altro materiale, 440 lettere scritte da illustri artisti vissuti tra il XIX e il XX secolo;

Epistolario Sampieri: acquistato dal Ministero dei Beni Culturali, comprende 650 lettere indirizzate da mittenti vari al marchese Francesco Sampieri;

Documenti della Regia Scuola di Musica: raccoglie, in tre volumi, lettere e documenti diversi, tra cui scritti di Boito, Paganini, Rolla, Puccini, Toscanini;

Fondo Usiglio, donato nel 1910 dalla vedova, raccoglie il materiale documentario relativo ad Emilio Usiglio e si compone di 1829 pezzi (cfr. le Serie A1, A2, A3B-C-D-E, F, G, H, I).

Bibl.: Paola Cirani, “Gran bell’uomo, conquistator di cuori”. Emilio Usiglio, un musicista parmigiano dimenticato, in “Aurea Parma”, a. 91, n. 2 (2007).

Epistolario Verdi-Ricordi, acquistato del Ministero per i Beni Culturali nel 1980 è stato pubblicato in parte dall’Istituto di Studi Verdiani.

Bibl.: Paola Cirani, L’epistolario Verdi-Ricordi della Sezione Musicale della Biblioteca Palatina di Parma, in “Postumia”, 22/3 (2011).

Collezione Camani, acquistata dalla biblioteca, è costituita da 53 lettere e cartoline di illustri musicisti dell’Ottocento e del Novecento.

Bibl.: Paola Cirani, Un’importante acquisizione della Sezione musicale della Biblioteca Palatina di Parma: la Collezione Camani, in Postumia, 16/2 (2005).

Lascito Sacconi. La raccolta è costituita da 2651 lettere, cartoline, fotografie e scritti vari relativi all’attività personale e professionale di due artisti vissuti nel diciannovesimo secolo, l’arpista Rosalinda Sacconi e il marito Innocente De Anna (baritono). Il fondo, alla morte della Sacconi, fu lasciato al Conservatorio di Parma, luogo in cui l’artista insegnò negli ultimi anni di vita (cfr. le Serie A, B, C, D, E, F, G, H, I, L, M, N, O).

Bibl.: Paola Cirani, “Ch’el vada in malora più presto ch’el pol”. Innocente De Anna, “distintissimo artista di canto” sulle tracce di Verdi, in “Postumia”, 19/1 (2008).

Lascito Dacci. La cospicua raccolta comprende la corrispondenza di Giusto Severo Pertinace Dacci con colleghi, personalità del mondo politico locale, musicisti vari. Parecchia documentazione riguarda la pratica ministeriale intrapresa da Dacci a seguito della rimozione dall’incarico di direttore del Conservatorio, dopo la soppressione della Regia Scuola. (Cfr. Serie A (A-C) A (D-I) A (L-R) A (S-Z), B, C, D, E, F, G, H, I, L, M, N, O, P, Q, R, S, T)

Paola Cirani, Giusto Severo Pertinace Dacci, “gloria agli eletti, ma non triboli agli oppressi”, in “Postumia”, 22/1 (2011).

Raffaella Nardella, Giusto, Severo, Pertinace Dacci. Una vita per la scuola di musica, in Arturo Toscanini alla Regia Scuola di Musica di Parma : 1876-1885 : nel “Diario particolare” del direttore Giusto Dacci, a cura di Gaspare Nello Vetro, Parma, Famija Pranzana-Corale Verdi, 2007.

Società dei Concerti. Il Fondo comprende documenti relativi agli anni 1894-1926, indispensabili per ricostruire la storia di una prestigiosa associazione locale ormai più che centenaria, ma ancora attiva e assai vivace. Costruito da migliaia di carte, tale archivio testimonia, seppur in maniera lacunosa, i primi passi dell’istituzione che ha portato nella capitale del Ducato artisti di eccezionale importanza contribuendo significativamente alla crescita culturale del territorio. (Cfr. Serie A1, A2, A3, A4, B1, B2C, D e D bis, E, F, G, H).

Lucia Brighenti, La Società dei concerti di Parma, Parma, Silva, 2013.

Paola Cirani, Per una storia della Società dei concerti di Parma: dalle origini al primo dopoguerra, in “Aurea Parma”, maggio-agosto 2013, pp. 251-284.