Biblioteca Palatina

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Biblioteca Palatina 2018-09-14T08:25:03+00:00
Storia
Sezioni espositive
Patrimonio bibliografico
Oggetti d’arte
Doni e deposito legale
Servizi

STORIA

Il Settecento. Paolo Maria Paciaudi e la fondazione della Biblioteca

Paolo Maria Paciaudi era giunto a Parma nel 1762, dopo avere a lungo viaggiato in Francia, incontrato politici, cortigiani e intellettuali, visitato biblioteche e osservato i loro ordinamenti; fallito l’acquisto di raccolte già costituite, quella del cardinale Domenico Passionei a Roma e quella meno ricca della famiglia Pertusati di Milano, si procurava migliaia di libri, avvalendosi di cataloghi editoriali e antiquari e delle sue erudite conoscenze bibliografiche, favorito negli scambi di notizie da rapporti di amicizia con più di mille corrispondenti in ogni parte di Italia e d’Europa.
Ordinava la serie dei libri pervenuti per materia dividendoli in sei classi principali: “Teologia, Nomologia, Filosofia, Istoria, Filogia e Arti liberali e meccaniche”, e sistemandoli sulle lignee scaffalature neoclassiche progettate dall’architetto francese E. A. Petitot, all’interno del Palazzo della Pilotta, in quel lungo corridoio, oggi denominato appunto “Galleria Petitot”. Redigeva il Catalogo del posseduto – introducendo per primo in Italia una grossa novità per il suo tempo – non più su registro rilegato in volume, ma su schede mobili che riportavano oltre ad autore, titolo e note tipografiche, anche note bibliografiche speciali sull’autore stesso, sul valore del contenuto, dell’edizione; aggiungeva inoltre l’indicazione della collocazione fisica del volume e della posizione logica all’interno dello scibile.
Riservava una cura particolare ai manoscritti, per i quali stendeva dotte prefazioni, spesso unite ai codici nella rilegature, così come nelle edizioni più pregevoli a stampa, che con spiccato gusto bibliofilo esigeva sontuose, con ricca decorazione dorata su pellami raffinati, e con il super libros “Bibliotheca Regia Parmensis” soprastante ai tre gigli borbonici. Per le necessità di legatoria della Biblioteca e della stamperia condotta dall’amico Giambattista Bodoni, aveva fatto venire a Parma il francese Louis Antoine Laferté, maestro legatore di corte, esecutore raffinato, oltre che produttore di carte silografiche e marmorizzate.

La Biblioteca parmense, che gode del diritto di stampa dal 1768, veniva inaugurata ufficialmente nel maggio del 1769 alla presenza di Giuseppe II, imperatore d’Austria, cognato di don Ferdinando di Borbone, succeduto nel ducato nel 1765 al padre Filippo. La caduta del Du Tillot nel 1771 coinvolgeva anche il Paciaudi che, nel 1774 divenutogli l’ambiente di corte fortemente ostile, chiedeva la giubilazione dal suo incarico. Lo sostituiva il benedettino padre Andrea Mazza, ma solo per pochi anni, poiché il duca nel 1778 richiamava il Paciaudi reintegrandolo nel suo antico ufficio, fino alla morte avvenuta nel 1785. Gli succedeva a dirigere la Parmense Ireneo Affò; sotto la sua direzione la biblioteca, per la quale già nel 1784 Paciaudi richiedeva nuovi spazi, nel 1791 si ampliò nella Galleria dell’Incoronata, comunicante con la Petitot e allestita dal Drugman con arredi più severi.
Morto l’Affò nel 1797, lo sostituì Matteo Luigi Canonici, ex gesuita, che, più preoccupato della sua raccolta di manoscritti e di rarità che della Biblioteca, la reggeva fino al 1805 senza lasciare traccia significativa del suo operato.

L’Ottocento. Angelo Pezzana e lo sviluppo

Nel gennaio 1804 per volontà dell’Amministratore francese dei Ducati, Moreau de Saint-Méry, veniva assunto in biblioteca come segretario Angelo Pezzana, che, divenutone direttore, la reggerà fino al 1862: un lungo periodo in cui le sorti della biblioteca vanno di pari passo con le vicende politiche della città di Parma che dal dominio francese passa nel 1818 sotto la ducea di Maria Luigia d’Asburgo, una sovrana liberale che ebbe a cuore questo luogo di cultura, favorendo l’accrescersi del suo patrimonio e l’ampliarsi delle sue sale, nonché il loro abbellimento.

Dal primo gennaio 1818 divenuta la Biblioteca “Ducale”, ovvero tornata ad essere mantenuta con i fondi del Tesoro ducale, Pezzana non solo riuscì ad acquistare al minuto per l’ordinario incremento e aggiornamento le migliori opere antiche e moderne che le mancavano, ma riuscì ad assicurarle importanti fondi manoscritti e a stampa: la Libreria dell’orientalista Giovanni Bernardo De Rossi, i manoscritti Albergati-Capacelli, le Carte Casapini, le Raccolte di disegni e incisioni di Massimiliano Ortalli e di Raffaele Balestra, le biblioteche di Bartolomeo Gamba, di Michele Colombo e di Giovanni Bonaventura Porta, il materiale tipografico-fusorio di Bodoni, la Raccolta ebraica Stern-Bisliches.

Divideva i libri in cinque grandi classi: Teologia, Giurisprudenza, Scienze e arti, Belle-Lettere, Istoria; continuò il “Catalogo volante” del Paciaudi fino agli anni Quaranta, mettendo mano anche ad un Catalogo alfabetico stabile, ovvero a volumi, e provvedendo a compilare un Catalogo per materie.

Per riporre onorevolmente la Libreria De Rossi, ottenne di poter allestire con scaffalature e decori consoni un locale realizzato nel 1820, e di poter costruire tra il 1830 e il 1834 un’ampio e luminoso ambiente, oggi adibito alla lettura, il “Salone Maria Luigia”, capace di contenere circa 26.000 volumi; così come nell’ambito della politica della Sovrana favorevole anche alle arti figurative si trovano le motivazioni degli affreschi di soggetto dantesco realizzati da Francesco Scaramuzza tra il 1841 e il 1857 nella “Sala del Bibliotecario”, l’attuale “Sala Dante”.

Succedeva a Pezzana Federico Odorici, che dal 1862 al 1876 operò sotto il nuovo regime unitario, preoccupandosi di far fronte alle continue richieste governative di informazioni soprattutto sulla consistenza patrimoniale della Biblioteca, declassata da “Nazionale”, seppure di un piccolo Stato, a istituto bibliografico periferico. Sotto la sua direzione nel 1865 venne acquisito il Fondo Palatino, la biblioteca privata dei duchi Borbone-Parma, una ricca raccolta di preziosi manoscritti e rari volumi a stampa. All’Odorici si deve la prima redazione di una storia della Biblioteca e il riordino del Fondo manoscritto parmense con la redazione, realizzata insieme al suo stretto collaboratore Luigi Barbieri, del relativo Catalogo.

Pietro Perrea, redattore del Catalogo dei manoscritti ebraici posseduti dalla Biblioteca, oltre ai derossiani, la diresse dal 1876 al 1888, lasciandole un copioso fondo di manoscritti e libri a stampa.

Con Luigi Rossi (1888- 1893) veniva trasferito nel 1889 il materiale bibliografico manoscritto e a stampa a carattere musicale nella appena istituita Sezione musicale della Biblioteca.

Il Novecento. Il bombardamento e la ricostruzione

Edoardo Alvisi traghettava nel nuovo secolo la Biblioteca dirigendola fino alla prima guerra mondiale (1893-1915) e sotto la sua guida si trascrivevano su grandi volumi le schede mobili del Catalogo paciaudiano aggiornato con i successivi acquisti e doni; si compilavano grossi “Cataloghi a materie” del patrimonio bibliografico; per decisione del sindaco Giovanni Mariotti, che intendeva liberare Piazzale della Pace “da informi costruzioni”, veniva abbattuto l’avanposto che ospitava la Sala derossiana adiacente alla Galleria dell’Incoronata e veniva costruita in altra parte della Pilotta e comunicante con il Salone Maria Luigia una nuova struttura, nelle identiche dimensioni della precedente, dove vennero trasferiti l’arredo e il suo prezioso contenuto di codici e incunaboli.

Affrontarono le ristrettezze economiche conseguenti agli eventi bellici i direttori successivi Carlo Frati (1915-1918), Girolamo Dell’Acqua (1918-1922) e Antonio Maria Boselli (1922-1927), che si vide costretto a sospendere numerosi abbonamenti a prestigiose riviste italiane e straniere e al quale si deve il parziale riordinamento dell’Epistolario parmense.

Secolo di spoliazioni il Novecento per la Biblioteca: intorno agli anni Venti veniva consegnato all’Archivio di Stato un cospicuo numero di pergamene e nel 1934 Pietro Zorzanello, direttore dal 1927, fu costretto a “restituire” alla Biblioteca statale di Lucca più di cento manoscritti del Fondo Palatino pertinenti alla storia di quel territorio, solo in parte compensato l’anno successivo con il dono della Biblioteca di Mansueto Tarchioni costituita da circa 18.000 volumi e da un migliaio di opuscoli; trasferito in sottordine per non essersi piegato alla superiore più retriva gerarchia fascista, Zorzanello lasciava alla Biblioteca il Catalogo degli incunaboli redatto con estrema perizia su schede mobili autografe.

Lo sostituiva Giovanni Masi (1935-1952), che affrontò con coraggio e determinazione la ricostruzione della Biblioteca colpita nell’aprile e nel maggio del 1944 dalle bombe inglesi che avevano distrutto parte della Pilotta, trascinando nelle macerie circa 21.000 volumi della storica Galleria Petitot, della Sala di consultazione, dei Fondi conventuali, ma nel 1950 riuscì a incrementarne il patrimonio con l’intera Biblioteca di Mario Ferrarini.
Maria Teresa Danieli Polidori (1952-1957) inaugurò la ricostruita Galleria Petitot.

Angelo Ciavarella, bibliofilo, dirigeva la Palatina fino al 1973; suo merito l’avere realizzato, coinvolgendo autorità, uomini e istituzioni nei problemi della Palatina, il suo progetto museale di valorizzazione dell’attività e produzione bodoniane, concretizzatosi nel 1960 con la istituzione del Museo Bodoni, e nel 1964 con l’acquisizione del fondo Micheli-Mariotti.

Dopo le brevi direzioni di Diego Maltese (1973), Serenella Baldelli Cherubini (1973-1978), Carla Guiducci Bonanni (1979) e alcune reggenze, la Palatina è stata diretta da Leonardo Farinelli (1991-2007), che con varie iniziative, tra i quali l’informatizzazione dei servizi, attività didattica per scuole di ogni ordine e grado, cercò di reinserirla soprattutto nel contesto culturale delle istituzioni ed enti della città, dopo un lungo periodo di chiusura (1983-1991) a causa di lavori resisi necessari per la messa a norma degli impianti; acquisisce la Biblioteca del prof. Bertani, di Ciavarella, della famiglia Salvadori-Bovi, l’archivio dei parlamentari Carlo Buzzi e Andrea Borri, del giornalista Baldassarre Molossi; nel 1994 il fondo orientale è incrementato con l’acquisto sul mercato antiquario dei codici etiopici di Antonio Mordini e di altri 19 acquisiti successivamente.

SEZIONI ESPOSITIVE

PATRIMONIO BIBLIOGRAFICO

OGGETTI D’ARTE

DONI E DEPOSITO LEGALE

Doni

La Biblioteca Palatina riceve volentieri pubblicazioni in dono da editori e autori; si riserva, però, di valutarne la coerenza con il proprio patrimonio e i compiti istituzionali. Non si assicura, pertanto, che tutti i volumi spediti siano presi in carico, catalogati e messi a disposizione dell’utenza.

Deposito legale

(L. 106/2004 e regolamento attuativo DPR 252/2006)

La nuova legge sul deposito legale prevede la creazione di due archivi della produzione editoriale italiana, uno nazionale, in cui convergono due copie di ogni documento di interesse culturale pubblicato in Italia (fisicamente collocato presso le Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze) e uno regionale, in cui convergono due copie di ogni documento di interesse culturale pubblicato nella regione.

Gli editori, a cui la nuova normativa impone l’onere del deposito legale, dovranno quindi inviare quattro copie di ogni loro pubblicazione:

  • 1 copia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (via Tripoli, 36 – 50122  Firenze);
  • 1 copia alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Ufficio Deposito Legale della Biblioteca – Viale Castro Pretorio, 105 – 00185 Roma);
  • 2 copie all’archivio regionale della regione competente;

Si ricorda che le due copie previste dalla nuova normativa per l’Archivio della produzione editoriale regionale, vanno inviate, dagli editori della provincia di Parma, rispettivamente una alla Biblioteca Palatina di Parma (Strada alla Pilotta, 3 – I-43100 Parma) in quanto istituto depositario per la provincia di Parma, e una alla Biblioteca comunale dell’Archiginnasio di Bologna (Piazza Galvani, 1 – 40124 Bologna).

Documenti soggetti al deposito legale (vedi art.1 – L.106/2004): documenti o prodotti editoriali di interesse culturale destinati all’uso pubblico, offerti in vendita o comunque distribuiti, contenuti su qualsiasi supporto analogico o digitale.

Documenti non soggetti al deposito legale (vedi art. 8 – DPR 252/2006): estratti, bozze di stampa, registri e modulistica, mappe catastali, materiale di ordinaria e minuta pubblicità per il commercio, ristampe inalterate, documenti ad uso interno o privato.

Soggetti obbligati (vedi art. 3 – L.106/2004): l’editore o comunque il responsabile della pubblicazione sia persona fisica che giuridica; il tipografo, ove manchi l’editore.

Esonero parziale (vedi art.9 – DPR 252/2006): Se le opere soggette alla legge hanno una tiratura sino a 200 esemplari o un valore non inferiore a Euro 15.000,00 per ciascuna copia, fatta esclusione per la musica a stampa, l’editore, o comunque il responsabile della pubblicazione, è tenuto a consegnare una sola copia per l’archivio della produzione editoriale regionale.
Se le opere hanno invece una tiratura sino ai 500 esemplari e un valore per ciascuna copia non inferiore a Euro10.000,00, l’editore può presentare domanda di esonero parziale al Ministero per i Beni e le Attività Culturali o alla regione competente.

Breve guida all’invio di documenti alla Biblioteca Palatina di Parma

I documenti vanno consegnati alla Biblioteca direttamente o inviati con ogni altro mezzo entro 60 gg. dalla loro pubblicazione (vedi art. 7 – DPR 252/2006).

Per i periodici e i manifesti l’invio può essere cumulativo, previo accordo con la responsabile dell’Ufficio Periodici (nome e indirizzo e-mail)

  • Su ogni documento inviato va apposta la scritta: “esemplare fuori commercio per il deposito legale agli effetti della legge 15 aprile 2004, n.106” (vedi art. 10 – DPR 252/2006).
  • I documenti vanno racchiusi in plichi che devono recare all’esterno la dicitura: “esemplari fuori commercio per il deposito legale agli effetti della legge 15 aprile 2004, n.106” e il nome o la ragione sociale del soggetto obbligato al deposito e il suo domicilio o sede legale (vedi art. 10 – DPR 252/2006).
  • All’interno di ogni plico deve essere inserito, in due copie, l’elenco del materiale inviato (vedi modello).

L’elenco deve riportare per ciascun documento, gli elementi necessari alla sua individuazione. (autore, titolo, testata, annata, numero, etc.)

  • La Biblioteca, dopo aver accertato il contenuto del plico, se non ha riscontrato irregolarità, restituisce, opportunamente vidimata, una delle copie dell’elenco inviato. Tale copia costituisce ricevuta e dovrà essere conservata dal soggetto interessato.

Per ulteriori chiarimenti e informazioni rivolgersi alla dott.ssa Viviana Palazzo.

SERVIZI

Sala di lettura “Maria Luigia”

Sala destinata agli utenti che intendono consultare opere monografiche e periodiche con data di edizione dall’anno 1600, escluse le opere di particolare pregio che afferiscono all’adiacente sala di consultazione manoscritti e rari. La sala accoglie circa 90 lettori.   In questa sala, nei giorni di massima affluenza, può essere limitato l’accesso agli utenti con soli libri propri.

Sala di consultazione

Sala adibita alla consultazione dei principali repertori di reference delle varie discipline, con particolare riguardo agli strumenti bibliografici e biografici italiani e stranieri ordinati secondo il sistema di classificazione decimale Dewey, con libero accesso agli scaffali. La sala, attrezzata con tavoli per l’uso di computer portatili, accoglie circa 20 lettori ed è in parte riservata alla consultazione e allo studio dei fondi manoscritti e rari, delle opere a stampa di particolare pregio oltre che del materiale grafico. Le richieste devono essere presentate all’assistente di sala e ritirate, presso il medesimo, una per volta – salvo casi eccezionali. Nell’arco della stessa giornata possono essere soddisfatte fino a un massimo di dieci richieste per ciascun lettore.

È possibile tenere in deposito – per un periodo non superiore a 15 giorni – non più di due manoscritti o di due opere rare. Sono fatti salvi casi eccezionali che verranno di volta in volta valutati sempre e comunque compatibilmente con le esigenze di servizio. E’ vietato l’uso di penne a sfera, stilografiche, pennarelli ecc.; è prescritto l’uso della matita.
Chiunque arrechi un danno di qualsiasi genere alle opere avute in lettura o non maneggi con la dovuta cautela, seguendo le indicazioni degli assistenti di sala, i volumi affidatigli, può essere escluso dall’accesso alla Biblioteca. Nella sala, oltre a vari cataloghi, sono a disposizione dell’utenza, direttamente oppure con la mediazione del bibliotecario diverse risorse informative, locali e remote, on-line e su cd-rom; è  presente un lettore di microfilm e microfiches con possibilità di stampa. Il personale della sala fornisce informazioni sull’apparato bibliografico disponibile, sull’uso dei cataloghi, indirizza ed assiste gli utenti nelle procedure di ricerca.

Prestito locale

Il servizio è attivo nell’orario dalle 8:30 alle 19:00 (venerdì e sabato dalle 8:30 alle 13:00). Possono fruire del servizio di prestito coloro che risiedono nella regione Emilia-Romagna e, per periodi limitati di tempo e sotto certe condizioni, anche i cittadini di altre regioni, di paesi comunitari ed extracomunitari (cfr. Regolamento).

Gli utenti iscritti al prestito presso le biblioteche aderenti al Polo Bibliotecario Parmense hanno diritto al servizio di prestito della Biblioteca Palatina previa attivazione dell’associazione al servizio.

Il prestito ha la durata massima di 30 giorni e un documento già in prestito può essere prenotato da un altro utente. In assenza di prenotazioni, il prestito può essere prolungato per altri 30 giorni.

Sono esclusi dal prestito:

  • le pubblicazioni anteriori al 1950;
  • i volumi gravemente danneggiati, scompleti o in cattive condizioni di rilegatura (volumi in precario stato di conservazione;
  • le opere collocate in sala di consultazione;
  • i volumi d’arte con tavole fuori testo o se prevalenti rispetto al testo;
  • i volumi di storia locale e di bibliografia locale;
  • i periodici, i giornali, gli atti ufficiali, le miscellanee legate in volume, le tesi di dottorato, il materiale trattato per gruppi;
  • i volumi con segnatura Dir., Bibl., Bibl. Stampe, Bibl. Ebr., Bibl. Tecn., Biblioteca teatrale Ferrarini;
  • le pubblicazioni con particolari caratteristiche storico-editoriali;
  • microfilms e microfiches.

Prestito interbibliotecario

La Biblioteca fornisce un servizio di prestito interbibliotecario nazionale ed internazionale e di document delivery nel rispetto della normativa vigente sul diritto d’autore e sul copyright.
Le spese di tale servizio sono a carico dell’utente secondo le vigenti tariffe.

La biblioteca aderisce al sistema ILL SBN: le biblioteche e gli istituti culturali aderenti a tale sistema possono effettuare le richieste secondo le modalità previste dal programma.
Le biblioteche e gli istituti culturali non aderenti a tale sistema e gli utenti privati, possono inoltrare le richieste:

  • a mezzo posta: Complesso monumentale della Pilotta – Biblioteca Palatina,  Strada alla Pilotta, 15  I-43121 Parma
  • per posta elettronica: b-pala.prestito@beniculturali.it

La Biblioteca Palatina aderisce al Prestito intersistemico provinciale che riguarda esclusivamente i materiali posseduti e richiesti presso le seguenti biblioteche: Biblioteche dell’Università di Parma, Biblioteche comunali di Parma, Bardi, Borgotaro Collecchio, Colorno, Felino, Fidenza, Fontanellato, Fontevivo, Langhirano, Lesignano, Medesano, Montechiarugolo, Noceto, Sala Baganza, Salsomaggiore, San Secondo, Sissa-Trecasali, Soragna, Sorbolo, Tizzano, Traversatolo.

Invio di fotocopie da originale (Italia)

  • da 1 a 10 fotocopie € 3,10;
  • da 11 a 20 fotocopie € 4,65;
  • da 21 a 30 fotocopie € 6,20;
  • da 31 a 40 fotocopie € 7,75;

per ogni ulteriori 10 fotocopie oltre le prime 40 € 1,55

I prezzi si riferiscono a fotocopie di formato di dimensione A4 o minore; il formato A3 costa il doppio del formato A4.

Invio di fotocopie da microfilm (Italia)

  • da 1 a 10 fotocopie € 3,62;
  • da 11 a 20 fotocopie € 5,68;
  • da 21 a 30 fotocopie € 7,75;
  • da 31 a 40 fotocopie € 9,81;

per ogni ulteriori 10 fotocopie oltre le prime 40 € 2,07.

I prezzi si riferiscono a fotocopie di formato di dimensione A4 o minore; il formato A3 costa il doppio del formato A4.

Invio a mezzo Fax

Costo per ogni pagina A4 inviata a mezzo fax € 1,29.

Invio di fotocopie da originale (UE)

  • da 1 a 15 fotocopie € 7,75 (1 voucher);
  • da 16 a 30 fotocopie € 11,62 (1,5 voucher);

per ogni ulteriori 15 fotocopie oltre le prime 30 € 3,87 (0,5 voucher).

I prezzi si riferiscono a fotocopie di formato di dimensione A4 o minore; il formato A3 costa il doppio del formato A4.

Invio di fotocopie da microfilm (UE)

  • da 1 a 15 fotocopie € 11,62 (1,5 voucher);
  • da 16 a 30 fotocopie € 15,49 (2 voucher);

per ogni ulteriori 15 fotocopie oltre le prime 30 € 7,75 (1 voucher).

I prezzi si riferiscono a fotocopie di formato di dimensione A4 o minore; il formato A3 costa il doppio del formato A4

Invio di fotocopie da microfilm (Extra UE)

  • da 1 a 10 pagine € 15,50 (2 voucher);

per ogni ulteriore pagina oltre le prime 10 € 1,55

I prezzi suindicati si intendono comprensivi delle spese di spedizione del documento per posta ordinaria. Sono esclusi gli importi per ogni altra forma di spedizione.

Sono a carico dell’Utente le eventuali maggiori spese derivanti da spedizioni effettuate con modalità differente da quella suindicata sia per esplicita richiesta dell’Utente che per particolari caratteristiche del materiale da spedire.

Le informazioni bibliografiche possono essere richieste:

a) in sede, al bibliotecario presente in sala di consultazione, dove è attivo un servizio con possibilità di effettuare ricerche su basi dati remote collegate a Internet e su CD-ROM;

b) a mezzo posta ordinaria al seguente indirizzo: Complesso monumentale della Pilotta – Biblioteca Palatina,  Strada alla Pilotta, 15  I-43121 Parma;

c) a mezzo e-mail al seguente indirizzo: b-pala.prestito@beniculturali.it

Regolamento interno ai sensi dell’art. 26 D.P.R 417/95  (Regolamento recante norme per le biblioteche pubbliche statali)

ART.1  Funzioni

1.1  La Biblioteca Palatina di Parma, dipendente dal Ministero dei Beni  e delle Attività Culturali e del  Turismo – assegnata dal DM 9 aprile 2016 al Complesso monumentale della Pilotta, è una biblioteca pubblica statale. Conserva  importanti fondi antichi manoscritti e a stampa ed ha prevalentemente indirizzo storico umanistico.

Essa raccoglie e conserva la produzione editoriale italiana nazionale e locale – questa attraverso il deposito obbligatorio degli stampati (Legge 15 aprile 2004, n. 106 Regolamento recante norma in materia di deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico. Emanato con D.P.R. n. 252 del 3 maggio 2006) – ed acquisisce le pubblicazioni che documentano gli sviluppi della cultura straniera, tenendo conto della specificità delle proprie raccolte e delle esigenze dell’utenza.

1.2  La biblioteca è destinata a quanti svolgono attività di studio e di ricerca.

1.3  In relazione alla sua storia e alle raccolte possedute, svolge i seguenti compiti:

  • conserva, tutela, valorizza e promuove le proprie raccolte manoscritte e a stampa, bibliografiche, documentarie, iconografiche;
  • documenta il posseduto attraverso cataloghi cartacei  e informatizzati;
  • promuove la circolazione dell’informazione e dei documenti a livello locale, nazionale e internazionale  attraverso le sue strutture e i suoi uffici;
  • promuove la lettura e la conoscenza delle sue raccolte attraverso tutte le possibili forme di attività didattica ed editoriale, attraverso mostre, incontri di studio e conferenze;
  • partecipa alla gestione del Polo bibliotecario parmense, coordinando anche l’attività delle biblioteche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e degli Istituti Culturali.

ART.2  Calendario e orari

2.1       La Biblioteca è aperta tutti i giorni escluse le domeniche, le festività infrasettimanali e quelle del santo patrono locale (13 gennaio).

2.2       La Biblioteca effettua il seguente orario d’apertura:

Lunedì – Giovedì :    8.10 – 19.10

Venerdì – Sabato :    8.10 – 13.40

Orario estivo  dal 1° Luglio al 15 Agosto :

Lunedì, Mercoledì, Venerdì e Sabato :  8.10 – 13.40

Martedì e Giovedì :                            8.10 – 19.10

2.3       Dal 16 al 31 Agosto la Biblioteca resta chiusa per le annuali operazioni di revisione del patrimonio ai sensi dell’art. 28 del D.P.R 417/95. In tale periodo sono aperti i servizi di informazione e prestito, ogni giorno, dalle ore 11.00 alle ore 12.30.

2.4       Per lavori di manutenzione e per altri motivi straordinari possono essere disposte chiusure parziali, che sono comunicate sul sito istituzionale del Complesso monumentale della Pilotta.

ART.3 Condizioni d’amminssione e comportamento

3.1       In considerazione delle caratteristiche del patrimonio della Biblioteca sono  ammessi  coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno d’età.

3.2        Per accedere alla Biblioteca l’utente, munito di un documento d’identità, deve

adempiere alle procedure di registrazione all’ingresso e depositare negli appositi armadietti borse, cartelle ed altri oggetti.

L’utente, al termine dell’attività di studio in Biblioteca,  deve effettuare la registrazione d’uscita.

3.3        L’impiegato in servizio all’ingresso è autorizzato ad effettuare controlli sul materiale

librario in possesso del lettore, sia all’entrata che all’uscita, ma non è responsabile del contenuto delle borse depositate.

3.4        E’ a tutti rigorosamente vietato:

a)      danneggiare, in qualsiasi modo, il patrimonio dell’istituto;

b)      fare segni o scrivere anche a matita sui libri e sui documenti della biblioteca;

c)      rimuovere le schede dagli schedari, manometterle e scrivere sulle stesse;

d)     disturbare, in qualsiasi modo, l’attività di studio e di lavoro;

e)      fumare in qualsiasi ambiente della biblioteca;

f)       tenere bottiglie e prodotti commestibili sui tavoli;

g)      utilizzare il cellulare in qualsiasi ambiente della biblioteca;

h)      accedere ai locali dei magazzini e degli uffici destinati al personale.

ART.4  Sale di studio

 Gli utenti hanno a disposizione due sale di studio: il Salone Maria Luigia e la Sala di Consultazione.

4.1       Nel Salone Maria Luigia è possibile consultare le edizioni a stampa della Biblioteca Palatina antiche pubblicate dopo il 1601, tutte le pubblicazioni moderne, i giornali e le riviste.

I volumi richiesti sono consegnati al lettore dal personale della biblioteca.

L’utente può accedere al Salone Maria Luigia anche per attività di studio con libri personali.

4.2        La Sala di Consultazione conserva, a scaffale aperto, le opere a carattere generale, i

repertori, le enciclopedie e gli strumenti di ricerca.

Parte della Sala è riservata alla consultazione di  manoscritti, carteggi, incunaboli, cinquecentine, disegni,  e incisioni.

Sono ammessi coloro che hanno compiuto il diciottesimo anno d’età.

Gli utenti che accedono alla Sala di Consultazione devono ripetere le procedure di accesso.

ART.5  Richiesta di documenti in lettura

5.1       Materiale moderno a stampa (secc. XVII-XXI).

5.1.1    Il materiale documentario è richiesto presentando  l’apposito modulo (mod. 17),  debitamente compilato, al personale  in servizio distribuzione.

L’utente può richiedere fino ad un  massimo di 15 volumi al giorno di cui non più di 3 volumi contemporaneamente.

Nel caso le richieste comportino la movimentazione di un numero maggiore di volumi è  obbligatoria la prenotazione da effettuarsi almeno una settimana prima.

L’addetto al servizio di distribuzione consegnerà le opere richieste al lettore che da tale  momento fino alla riconsegna al personale della Biblioteca, ne risulta responsabile.

5.1.2    Prima di uscire dall’istituto, l’utente deve riconsegnare tutti i documenti ricevuti in lettura.

5.1.3    E’ possibile lasciare in deposito al bancone della distribuzione non più di 5 volumi per un periodo massimo di 15 giorni.

5.2       Materiale manoscritto, opere rare e di pregio

5.2.1        Le richieste per la consultazione dei manoscritti, degli incunaboli, delle cinquecentine e comunque delle opere a stampa rare e di pregio, dei disegni e delle incisioni devono essere presentate all’assistente della Sala di Consultazione.

5.2.2        Nell’arco della giornata possono essere richieste fino ad un massimo di dieci unità che  l’assistente  consegnerà all’utente una alla volta. Per particolari esigenze di studio il lettore può inoltrare specifica richiesta alla Direzione della Biblioteca. Nel caso l’utente abbia bisogno di un numero maggiore di volumi è richiesta la prenotazione del materiale da far pervenire almeno una settimana prima  della data prevista per lo studio, all’indirizzo cm-pil@beniculturali.it

5.2.3        Le opera ricevute in consultazione devono essere riconsegnate all’assistente venti minuti prima dell’orario di chiusura della Biblioteca.

5.2.4        E’ possibile tenere in deposito non più di due manoscritti o di due opere rare.

5.2.5        Il personale ricollocherà i pezzi in disparte il primo e il quindicesimo giorno del mese.

5.2.6        La Biblioteca si riserva di  non concedere in consultazione i volumi  in precario stato di consultazione.

5.2.7        Al fine di tutelare il materiale documentario, qualora sia posseduta una riproduzione su qualsiasi supporto, dell’opera richiesta, questa verrà data in lettura in sostituzione dell’originale. Per motivate esigenze di studio, il lettore può inoltrare specifiche richieste alla Direzione della Biblioteca.

5.2.8        Sono a disposizione degli utenti:

–          lente di ingrandimento;

–          lampada di Wood;

–          lettore di filigrane;

–          microlettore per microfilm e microfiche

ART.6  Ufficio relazioni con il pubblico

È stato istituito l’U.R.P (Ufficio Relazioni con il Pubblico) le cui funzioni sono elencate nell’art. 12 del D.Lgs 3 febbraio 1993 n. 29. L’Ufficio è aperto negli stessi orari di apertura al pubblico dell’Istituto.

ART.7  Informazioni

La Biblioteca offre un servizio di informazioni bibliografiche e catalografiche che possono essere richieste verbalmente presso la Sala di Consultazione o per lettera all’indirizzo di posta elettronica: b-pala.prestito@beniculturali.it.

Le informazioni orali e scritte riguardano l’identificazione di documenti, il controllo di dati bibliografici, le indicazioni su fonti e strumenti bibliografici.

ART.8  Riproduzioni

 I documenti posseduti dalla Biblioteca possono essere riprodotti per motivi di studio o a scopo editoriale.

8.1 Riproduzioni a scopo editoriale

Le opere della Biblioteca possono essere riprodotte a scopo editoriale e sono soggette ad eventuale pagamento dei diritti di riproduzione.

Tali riproduzioni devono essere autorizzate dalla Direzione del Complesso monumentale della Pilotta.

8.2  Riproduzioni a scopo di studio

8.2.1 Nel rispetto della normativa vigente (art. 108 del DLgs 42/2004 così come modificato dall’art. 1,  comma   171 della L 124/2017) la riproduzione per uso personale di studio, ricerca e comunque per  le attività svolte senza fini di lucro delle opere possedute dalla Biblioteca è libera.

La libera riproduzione, con mezzi propri,  si attua esclusivamente nel rispetto della normativa vigente sul diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni) e con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né, all’interno degli istituti della cultura, l’uso di stativi o treppiedi.

È altresì libera la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro.

8.2.2   E’ permessa la riproduzione  in fotocopia delle pubblicazioni con data di stampa posteriore al 1900.

8.2.3    E’ in funzione anche un servizio a pagamento di riproduzione tramite scanner planetario effettuato dal personale interno.

ART.9  Prestito

Il servizio di  prestito è articolato in prestito diretto e prestito interbibliotecario.

9.1       Possono fruire del prestito diretto i cittadini italiani che risiedono nella regione Emilia-Romagna e che abbiano  compiuto il diciottesimo anno d’età.

Per periodi limitati di tempo possono essere ammessi al servizio di prestito , pur non essendo residenti nella regione per  periodi limitati di tempo:

a)      i cittadini italiani, dello Stato della Città del Vaticano e della Repubblica di San Marino, nonché i cittadini dei Paesi aderenti alla Comunità europea in grado di documentare le proprie necessità di studio o di ricerca e il proprio domicilio, anche se temporaneo;

b)       i cittadini dei Paesi extracomunitari, che, oltre alle documentazioni di cui al punto a), siano in possesso della certificazione attestante il periodo di soggiorno e della presentazione di un’autorità diplomatica o di una istituzione culturale

9.2     Per iscriversi al prestito è necessario presentare un documento d’identità.  Ogni cambio di residenza o di domicilio deve essere immediatamente comunicato all’Ufficio prestito.

9.3     Gli utenti iscritti al prestito presso le biblioteche aderenti al Polo Bibliotecario Parmense hanno diritto al servizio di prestito della Biblioteca Palatina previa attivazione dell’associazione al servizio.

9.4     Possono essere  concesse in prestito le opere italiane e straniere con data di pubblicazione posteriore al 1949 purché non considerate rare o preziose.

9.5     Sono esclusi dal prestito:

– i volumi gravemente danneggiati, scompleti e in cattive condizioni di rilegatura;

– le opere collocate in Sala di Consultazione;

– i volumi d’arte con tavole fuori testo o se prevalenti rispetto al testo;

– i volumi di storia locale e di bibliografia locale;

– i periodici, i giornali, gli atti ufficiali, le miscellanee legate in volume, le tesi  di dottorato, il materiale trattato per gruppi;

– i volumi con segnatura Dir; Bibl.; Bibl. Ebr.; Bibl. Tecn.; Preg. Mod.

– i microfilm e le microfiche.

9.6       Possono essere prese in prestito 3 opere per un massimo di 4 volumi. La durata massima del prestito è di 30 giorni. E’ severamente vietato agli utenti prestare ad altri i documenti ricevuti dalla Biblioteca.

9.7       L’utente che non  restituisce il volume avuto in prestito entro la scadenza  è sospeso dal servizio  per un periodo di durata pari al periodo di ritardo nella restituzione

9.8       L’utente che restituisce il volume danneggiato o lo smarrisce è tenuto al suo reintegro in edizione identica a quella danneggiata o smarrita o al versamento di una somma non inferiore al doppio del valore commerciale del volume.

9.9       L’utente che non restituisce il volume o non le reintegra, ove non esistano motivi ostativi indipendenti dalla volontà personale,  è escluso dalla frequenza  della Biblioteca, è segnalato al MiBACT per l’esclusione dalle biblioteche pubbliche statali, a norma dell’art. 41 del D.P.R. 41/95,  ed è denunciato all’autorità giudiziaria.

9.10     Il servizio di prestito interbibliotecario nazionale e internazionale è gestito dal personale della Biblioteca. La richiesta deve pervenire all’indirizzo: b-pala.prestito@beniculturali.it

Per il prestito interbibliotecario in uscita dalla Biblioteca Palatina si applicano le stesse regole del prestito diretto, fatte salve lo opere con collocazione Preg. Mod., le opere pubblicate dal 1900 al 1949, i volumi d’arte che saranno concessi in prestito all’Istituzione richiedente a condizione che siano letti in sede.

Il presente regolamento stabilisce ai sensi dell’art. 26 D.P.R. 417/95 il calendario e l’orario di apertura  i servizi al pubblico e le disposizioni di carattere generale volte ad assicurare il corretto funzionamento della Biblioteca Palatina.

Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento interno si rimanda al Regolamento recante norma sulle biblioteche pubbliche statali (D.P.R. 417/95) e alle norme di legge e di regolamento per l’Amministrazione del Patrimonio e la Contabilità generale dello Stato.

È fatto obbligo a chiunque di osservarlo e farlo osservare.

Parma, 31 gennaio 2018

Biblioteca Palatina - Salone Maria Luigia
La Sala Dante della Biblioteca Palatina

Affitto spazi

Il Complesso Monumentale della Pilotta mette a disposizione i propri spazi per iniziative e progetti pubblico-privato al fine di promuovere il proprio patrimonio culturale concedendo l’utilizzo temporaneo degli stessi per le iniziative più svariate garantendo sempre il rispetto della sicurezza del bene e la sua finalità culturale.

Collocato in posizione strategica nel pieno centro della città è reso particolarmente fruibile grazie ad un parcheggio comunale nell’area sottostante.

Gli spazi che possono essere concessi sono il Teatro Farnese, il Salone Maria Luigia della Galleria Nazionale, le sale dell’ala nord della Galleria, la Sala di Veleia del Museo Archeologico, il Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina, la Sala Dante, le sale e l’annesso auditorium dei Voltoni del Guazzatoio, lo scalone monumentale, oltre agli spazi all’aperto quali il Cortile della Pillotta, il Cortile del Guazzatoio e il Cortile della Cavallerizza.

In occasione delle diverse iniziative potrà essere organizzato un percorso di visita esclusivo -anche oltre l’orario di apertura ordinario- all’interno del Complesso per consentire la promozione dell’inestimabile patrimonio culturale conservato al suo interno.

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