Un Rembrandt dall’Ermitage. 1669 -2019: 350 anni dalla morte del maestro

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Un Rembrandt dall’Ermitage. 1669 -2019: 350 anni dalla morte del maestro

2020-02-10T16:15:20+01:00

Nel 1669, trecentocinquanta anni fa, scompariva ad Amsterdam uno degli artisti più rappresentativi dell’arte occidentale: Rembrandt Harmenszoon van Rijn. Il Complesso Monumentale della Pilotta, grazie a un prestito accordato dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, festeggia questo importante anniversario, ospitando nelle sue sale l’Adorazione dei Magi del 1632, vero e proprio manifesto del fare pittorico del maestro. Questa tela dipinta in grisaille, chiaroscuro quasi privo di colore introdotto per la prima volta a Roma nella prima metà del Cinquecento, esalta come nessun’altra la caratteristica estetica del linguaggio artistico di Rembrandt: un uso scenografico della luce e una esaltazione illusionistica del dettaglio tali da rivelare, attraverso la pittura, la tessitura teologica della storia.

A 350 anni dalla morte di Rembrandt, l’esposizione in Pilotta dell’Adorazione dei Magi permette un contrappunto tra le collezioni del Complesso monumentale, la loro continuità nelle categorie dell’accademismo di matrice cattolica e l’altro volto dell’Europa, rappresentato dalle culture del Nord, così fiere nel rivendicare tradizioni e spiritualità antichissime sovrapposte ideologicamente al ritorno al cristianesimo delle origini. Esso permette altresì di individuare nell’Italia del Nord i primi germi di questo rinnovamento mistico, non a caso prefigurato dall’opera di Caravaggio e dalla pittura lombarda, prendendo articolata consapevolezza delle tradizioni artistiche italiane, meglio inserite nella compagine del loro tempo.

L’opera, dipinta attorno al 1632, appartiene a una fase di emancipazione creativa in cui Rembrandt cercò una sua strada pienamente originale, uscito da appena due anni dalla bottega del maestro Pieter Lastman in una congiuntura dominata da Peter Paul Rubens e dai suoi seguaci. Nella Adorazione dei Magi dell’Ermitage si distinguono i temi e gli stilemi fondamentali che costituiranno la sua identità estetica – un gioco focale che stabilisce i principi della composizione, il riferimento a iconografie antiche e orientali in risposta al classicismo della pittura barocca e cattolica – ma si leggono ancora i legami non totalmente recisi con l’arte italiana, come lo si può vedere dalla rappresentazione del volto della vergine e del bambino.

Complesso Monumentale della Pilotta, Galleria Nazionale
29  novembre – 26 gennaio 2020
La visita è compresa nel biglietto di ingresso dei Musei della Pilotta.

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